Rete di CAF potenziata dal softwareIl problema

I CAF italiani sono migliaia di piccole realtà tradizionali che lavorano ancora a mano: data-entry del 730 documento per documento, spese mediche contate su Excel, prenotazioni al telefono, code stagionali (picco aprile–settembre) che lasciano cittadini non serviti. Nel frattempo il compenso statale per il 730 è basso — pochi euro a pratica sul precompilato — e il monte compensi nazionale è a tetto: chi resta inefficiente vede i margini schiacciarsi ogni anno. Dall'altra parte c'è una domanda enorme e in crescita — 10,4 milioni di pratiche DSU/ISEE nel 2024 (+77% dal 2016) — concentrata su anziani, stranieri e famiglie a basso reddito, spesso mal servita proprio dove ce n'è più bisogno.

La soluzione

Non vendiamo software ai CAF: costruiamo una rete di CAF di proprietà (acquisiti o aperti da zero) e la facciamo girare su un software proprietario, CAF Atlas, usato esclusivamente all'interno della rete. Il vantaggio di costo e qualità resta nostro.

Ipotesi di efficientamento: ~30% sulle attività di tipo CAF/patronato grazie al software.

Vision di lungo periodo: il CAF come base "Lego" — un punto fisico di fiducia su cui montare servizi in base alle esigenze del territorio (money transfer, pratiche di immigrazione…), con una traiettoria simile a quella fatta da Poste negli ultimi 15 anni, fino alla consulenza finanziaria.

Chi ha il problema

Grandezza del mercato